DEVELOPER BLOCKCHAIN: INTRODUZIONE ALLA PROFESSIONE



Una tra le figure più richieste negli ultimi anni nel mondo lavorativo è sicuramente quella del c.d. ‘developer blockchain’. Ma quali sono le competenze necessarie e come si acquisiscono?

La creazione di applicazioni decentralizzate, le cosiddette dApp, consiste in una serie di passaggi che richiedono un elevato grado di know-how all’interno del settore della programmazione informatica. Le blockchain e le loro componenti principali, vengono sviluppate a partire da molti linguaggi di programmazione diversi, alcuni dei quali anche piuttosto comuni, come C, C++, JavaScript e Python.

Per questo a partire dal proprio progetto, a prescindere che tratti di gaming su blockchain o di applicazioni DeFi, è necessario avere conoscenza dell’informatica e della programmazione in generale, oltre che della blockchain nello specifico. Dunque, bisogna anche comprendere come si atteggiano le diverse tipologie di blockchain e quali caratteristiche sfruttare nelle proprie dApp per diventare un buon sviluppatore blockchain. Ognuna di esse infatti può essere più efficiente in diversi aspetti rispetto ad altri, in base alla progettazione, come la sicurezza, la scalabilità, l’usabilità etc.

Premettendo che la blockchain deve essere programmabile, ossia deve permettere di ‘costruire’ sopra di essa nuove tipologie di applicazioni attraverso la composizione di smart contracts, è possibile dedurre che bisogna prima scegliere la blockchain sulla quale sviluppare la propria dApp basandosi sia alle caratteristiche che si intendono attribuire a quest’ultima sia al tipo di target che si intende raggiungere.

La blockchain di Ethereum è la più utilizzata; è ovvio dunque che, se si vuole raggiungere un bacino di utenti maggiore c’è bisogno di interfacciarsi con essa. Per questo motivo la cosa migliore da fare è ottenere una buona conoscenza di Solidity, il linguaggio di programmazione utilizzato per scrivere smart contract sulla blockchain di Ethereum, di facile intuizione soprattutto se si ha già esperienza con altri linguaggi informatici. Sviluppare un’applicazione decentralizzata, da come è possibile intuire, non è proprio un “gioco da ragazzi”; c’è bisogno di sviluppare la parte back-end scritta essenzialmente in Solidity, e quella front-end, ovvero un’interfaccia che permette agli utenti di interagire con gli smart contract e di richiamare le funzioni in essi contenuti.

Un’operazione fondamentale è quella del testing perché, una volta che lo smart contract entra a far parte della rete come uno dei tanti nodi, questo è immutabile come il resto delle transazioni e non può dunque essere modificato.

Una volta che la fase di testing è conclusa si dovrà passare poi a quella definitiva che racchiude tutte le operazioni necessarie allo sviluppo del contratto su blockchain. 

Per queste ultime due fasi sarà necessario rivolgersi ad un ambiente di sviluppo creato appositamente per tutti gli sviluppatori che intendono dare vita alla propria dApp. Quello più completo e più utilizzato in circolazione è la Truffle Suite, in grado di mettere l’utente in diretto collegamento con l’Ethereum Virtual Machine (EVM).

Diventare uno sviluppatore blockchain non è di certo un’hard skill che si ottiene da un giorno all’altro, ma è sicuramente un ottimo investimento per il proprio portfolio di competenze. Infatti, sta crescendo esponenzialmente la richiesta di questa tipologia di sviluppatori, così come il settore blockchain.



Content: Davide Farace


Fonte: Cryptonomist

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