Decreto Semplificazioni: dal 2019 la Blockchain Technology è legge


Immutabilità, decentralizzazione, trasparenza e sicurezza sono alcune delle caratteristiche cardine della blockchain. Nel White Paper, il misterioso autore Satoshi Nakamoto definì la blockchain come una struttura condivisa e immutabile al cui interno sono contenuti milioni di dati. Oggi, con la scoperta di questa nuova tecnologia, possiamo immaginare un mondo in cui i contratti sono inseriti in digital codes, protetti da cancellazioni, manomissioni e revisioni e memorizzati in database trasparenti e condivisi.

Lo sviluppo e la diffusione della Blockchain Technology, infatti, si impone come una delle più importanti rivoluzioni dell’ultimo decennio. Con l’emanazione del Decreto Semplificazioni (convertito in legge con L. 11 febbraio 2019, n.12), il 2019 è stato l’anno di svolta per questa tecnologia. L’art.8 ter del D.L. n.135/2018, rubricato “Tecnologie basate su registri distribuiti e smart contract”, riporta le definizioni di Distributed Ledger Technologies e Smart Contract, le quali costituiscono il primo vero inquadramento giuridico della tecnologia.

Quelle basate su registri distribuiti sono definite dalla normativa come «tecnologie e protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l’aggiornamento e l’archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili». Il decreto ha, inoltre, definito lo smart contract come «il programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse».

La formulazione normativa, tuttavia, presenta molti dubbi interpretativi, i quali potranno essere risolti grazie alla predisposizione delle linee guida dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale). Quest’ultima avrebbe dovuto adattarsi entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge e dunque entro maggio 2019, ma così non è stato. In questi mesi, su impulso della ministra dell’Innovazione Paola Pisano, il processo ha subito una forte accelerazione. L’AgID dovrà integrare la normativa, stabilendo gli standard tecnici che le tecnologie blockchain devono rispettare per produrre gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica e delle procedure di identificazione delle parti interessate ad uno smart contract.

Tali previsioni normative, aggiungendosi alla V Direttiva Antiriciclaggio (Direttiva UE 2018/843) e alle relazioni pubblicate dalla Banca d’Italia, sono il terreno fertile per la nascita di nuove fattispecie giuridiche, il cui obiettivo è quello di potenziare tutti gli strumenti, attività e piattaforme basate su sistemi di Blockchain Technology.


Content: Angelica Bonsignore


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