Agrifood: l'interoperabilità di blockchain differenti



Molte aziende hanno provato ad implementare la blockchain come strumento attraverso cui poter tutelare bilateralmente il prodotto. L'azienda ha l'unicità del bene che produce, ed il consumatore ha la certezza che le informazioni riportate dal produttore siano veritiere.

Purtroppo però all'interno di questo settore, l'utilizzo del QR code, ha fatto sì che diversi marchi, dei più svariati settori, utilizzassero il termine blockchain solo scopi di marketing. Nessuna blockchain, nessuna Proof of.


Il caso che ha riscontrato più clamore è stato certamente quello delle uova di una nota catena di supermercati. Una sedicente supply chain avrebbe dovuto certificare la filiera di questi beni di consumo. Purtroppo però quanto riportato sulla confezione non era altro che la copia di una pagina statica del sito della marca di uova.


Ogni blockchain che si rispetti, lavora e valida le transazioni attraverso un protocollo specifico, che può variare in base alla scelta del team di sviluppo. È rilevante far conoscere al consumatore in che modo quella tecnologia lavori, per rendere al 100% trasparenti i dati riportati.


Attenzione però non tutto è tokenizzabile, vogliamo sottolinearlo. Anche durante alcuni incontri al MISE, si è parlato di criticità rilevanti sulla tracciabilità dei liquidi. Di certo a prescindere ciò, molteplici sono le aziende e startup che stanno lavorando in questa direzione.


Le applicazioni in ambito agrifood hanno superato a livello globale, la logistica come terzo settore di sperimentazione dopo finanza e pubblica amministrazione. La quota è quella del 10% dei 158 nuovi progetti avviati lo scorso anno.


Analogamente il tracciamento e la supply chain sono al terzo posto, con il 20%, per quanto riguarda i processi interessati dalla tecnologia in oggetto.


I progetti rimangono finora piuttosto semplici, limitati al tracciamento delle materie prime. Ma le potenzialità vanno ben oltre.


È auspicabile che l’attenzione si sposti verso una visione di ecosistema, che si integri con l’intera filiera e gestendo le transazioni tra i soggetti della supply chain.


Il progetto EY


Il futuro della tecnologia blockchain si baserà sulla blockchain pubblica, ed EY ha lanciato il programma "EY Nightfall" per realizzare transazioni private su tecnologia pubblica. Un modello che rappresenta il primo passo verso un'integrazione sistemica.


Questo risultato è stato possibile attraverso un modello ibrido basato su Quorum, piattaforma basata su Ethereum, al fine di abilitare una condivisione di dati limitata. Ciò pur mantenendo alcune delle peculiarità della blockchain di Ethereum per garantirne inviolabilità e sicurezza. Un primo passo verso una blockchain di sistema.

La sfida rimane l'interoperabilità di queste blockchain.


Content: Marco Laurenti


Fonte: Cryptorivista



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